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Fattore Aladdin

Meglio conosciuto come la tecnica dei 101 desideri

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Avere le idee chiare su come si desidera impiegare il proprio tempo libero non è da tutti. Se non si sa cosa si desidera fare è difficile fare una pianificazione efficace. Partiamo per esempio da un problema che prima o poi, chiunque gestisca le risorse umane deve affrontare: lo smaltimento delle ferie.

Sembra incredibile ma di ferie non godute, insieme alle ore di straordinario, ce ne sono sempre tante (come altrettante sono le esigenze di chi vorrebbe prendersi più tempo per sé). Dal punto di vista pratico il datore di lavoro rischia sanzioni quindi potrebbe procedere con “ferie forzate” generando scontento da parte dei dipendenti. Quando le ferie diventano obbligatorie si risolve un problema (quello degli arretrati e dello smaltimento) ma allo stesso tempo se ne creano altri: mancanza di tempo per riorganizzare le attività da parte delle risorse, pianificazioni saltate e scadenze che rischiano di non essere rispettate. La produttività organizzativa viene compromessa, senza contare lo sgomento generale che abbassa i livelli motivazionali.

Una tecnica utile è chiedere di programmare in anticipo la maggior parte dei giorni di ferie (salvo qualche giornata da riservare per le emergenze), ma non è un metodo che tutti apprezzano.

Nell’arco degli anni mi sono domandata perchè alcuni soggetti facciano fatica a prendersi alcuni giorni di ferie anche quando le condizioni lo richiedono (livelli alti di stress, malattia o burnout). All’inizio pensavo fosse esclusivamente una questione identitaria: persone incapaci di allontanarsi – anche per poco tempo – da un luogo che fornisce loro identità. Altre situazioni sono difficili da rilevare e sono legate a minacce e ricatti. Escludendo le situazioni critiche dove sono presenti evidenti linee di tensione, cosa spinge una dipendente affaticata e stressata a non prendersi giorni di ferie? Cosa spinge un dipendente che non ha carichi di lavoro importanti a restare più del dovuto in ufficio?

Ipotesi: e se non avessero chiaro quello che potrebbero fare nel tempo a disposizione?


Desiderare il tempo libero e prenderselo

E’ come se qualcuno non sapesse esattamente cosa farsene del tempo libero, al di fuori delle vacanze al mare programmate. Non avere un quadro dei propri desideri impedisce di intravedere il potenziale di ogni singola giornata e ora libera per dedicarsi al proprio sviluppo personale, ai propri interessi, al miglioramento delle proprie prestazioni professionali attraverso una varietà di esperienze differenti da quelle abitudinarie. Le persone che manifestano benessere e non sono workaholic sono più produttive ed equilibrate emotivamente. I desideri possono essere di vario genere:

  • artistici (imparare a suonare uno strumento musicale)
  • salutari (fare una lunga passeggiata in montagna)
  • relazionali (prendersi il tempo per andare a pranzo con una persona cara, senza che ci sia un’occasione speciale)
  • sociali (fare qualche attività di volontariato)
  • personali (cambiare o migliorare la propria posizione lavorativa grazie ad un percorso formativo)

Quanto tempo passiamo ad allenarci a desiderare? Nel 1995 uscì un libro dal titolo “The Aladdin Factor” di Jack Canfield e Mark Victor Hansen (life coach di successo) dove venivano riportate delle tecniche per focalizzarsi sul desiderio. Igor Sibaldi (scrittore, slavista, drammaturgo) ha tradotto questa tecnica: la tecnica dei 101 desideri.


Come funziona la tecnica dei 101 desideri

Vi riporto solo alcuni punti fondamentali da tenere a mente mentre scrivete i desideri (le indicazioni integrali le trovate in questo video di Sibaldi)

  • Prendete un quaderno e scrivete 101 desideri
  • Iniziate ogni desiderio con “Io voglio”.
  • Evitare il “NON”
  • 14 parole massimo per ogni desiderio
  • Il desiderio non va ripetuto
  • Non desiderate denaro (perchè è inutile)
  • Non desiderare che altri facciano quello che volete voi

A leggere queste indicazioni sembra facile, ma provate ad arrivare senza fatica a 20 desideri! Vi renderete conto che è molto difficile e non siamo allenati a capire cosa vogliamo perchè spesso è l’esterno che ci propone dei desideri (attraverso la pubblicità mirata sui Social Network per esempio).

Il quaderno dei desideri aiuta ad ottimizzare il tempo di risposta nel momento in cui si presenta un imprevisto (ferie forzate, giornata di malattia, aperitivo saltato), ci fornisce una serie di attività alternative al passare un’ora sul divano scrollando notizie, ci aiuta a capire come possiamo coltivare le passioni e trovare il tempo (ascoltare musica, fare una passeggiata e leggere un buon libro) indipendentemente dal carico di lavoro e dagli impegni familiari.

Di questi tempi la percezione di non avere mai tempo e non sapere cosa fare del tempo libero è forte. Bisogna creare degli strumenti personalizzati per contrastare la dispersione di energie, senza riversarle interamente in maratone di serie TV. Se nel quaderno dei desideri avete scritto “voglio andare a quella bellissima mostra di arte moderna” oppure “voglio esplorare quel paesino sperduto in cima alla collina”, perchè aspettare il week end o le vacanze estive? La vostra creatività ne beneficerà e vi riapproprierete del valore del tempo.

Fonte:

Video: la tecnica dei 101 desideri spiegata da Igor Sibaldi

Igor Sibaldi “Il mondo dei desideri101 progetti di libertà“, 2016, Tlon

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