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Carico Mentale

Il maledetto peso invisibile nella vita di una donna

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(piccola parentesi)

Sono passati più di 10 anni dal mio Erasmus in Francia. Una delle cose che ho sempre ammirato è lo stile francese nelle lotte politiche e nell’esprimere la necessità di cambiamenti culturali radicali. Scioperi, manifestazioni, assemblee. E’ stato un breve periodo intenso di partecipazione politica all’estero. Qualsiasi discussione con un attivista francese può portare su delicatissimi piani di scontro ed è sfidante poichè nulla è dato per scontato.

Questa premessa sentivo di farla per introdurre Emma, una donna straordinaria per cui nutro grande ammirazione.

Emma è una femminista francese nel cui blog mi sono imbattuta qualche anno fa (emmaclit.com)

Emma riesce ad esprime attraverso il disegno situazioni molto delicate, soprattutto quelle che riguardano le ordinarie giornate di una donna (l’Everyday Life per intenderci).

Nel 2017 era uscita “Fallait demander”, diventata un’illustrazione virale che prossimamente verrà pubblicata anche in italiano con il titolo “Bastava chiedere“.

Fallait demander parla di carico mentale domestico.

Il carico mentale domestico è il peso invisibile che una donna si porta sempre dietro.

Si manifesta attraverso una costante pianificazione al dettaglio di tutte le attività domestiche: spesa, lavatrici, preparazione pasti, gestione armadi e vestiti, visite mediche e riordino degli spazi. E’ un “lavoro non retribuito” che richiede ottime doti organizzative: pianificazione, anticipazione, integrazione fra attività “lavorative retribuite” e domestiche.

Spesso questo carico diventa immenso, a seconda del periodo che attraversa la donna, e incide negativamente sulla produttività. Ciò può generare ansia e sconforto. Nel peggiore dei casi può portare una donna ad abbandonare il proprio lavoro dopo l’arrivo del primo figlio.

La donna è il “project manager” della gestione della casa, mentre l’uomo è mero esecutore. Questo è quanto si verifica nella maggior parte delle famiglie. Eccezioni? Poche.

“Bastava chiedere” nasce proprio da questa tendenza di mariti e dei compagni a dare una mano in casa, a patto di ricevere in anticipo o in itinere tutte le indicazioni:

“Sei stanca? Hai bisogno di una mano? Basta chiedere! Dunque, cosa cucino ai bambini? Mi prepari i vestiti che devo mettere domani? A che ora devo portarli per il vaccino? Che programma di lavaggio devo impostare per questi panni? Ti ho già chiesto cosa posso cucinare?”

Il rischio è che l’aiuto si circoscriva solo all’interno del compito stesso: lavare i piatti è solamente lavare i piatti, e non passare il tavolo, mettere via la scatola della pasta e passare il pavimento con uno straccio. Piegare i panni è piegare i panni ma lasciarli appoggiati sul letto. Tutto questo non è colpa nei nostri mariti o compagni ma è frutto di un retaggio culturale che ha sempre posto la donna al centro nelle faccende domestiche e sminuito il contributo maschile.

Nell’attesa che questo retaggio culturale vada ad estinguersi, cosa può fare una donna per alleggerire questo carico mentale?

Utilizzare delle tecniche di organizing e/o chiedere aiuto ad una professional organizer. Decluttering, space clearing, riorganizzazione degli spazi, pianificazioni specifiche (che possono essere dei pasti e delle lavatrici) aiutano a preservare le energie che una donna è obbligata a mettere in attività domestiche a discapito della dimensione creativa e del benessere personale.

Quando rientrai al lavoro dopo la maternità e con una bimba di 7 mesi, mi resi conto che il mio equilibrio psico-fisico era entrato totalmente in crisi. Non riuscivo a farmi carico di tutto. E’ stato in quel momento che mi sono avvicinata all’organizing. Pensavo che ottimizzare gli spazi di casa e liberarmi del superfluo mi avrebbe aiutato nella gestione. Per la mia situazione, è andata proprio così.

C’è sempre qualche cosa da migliorare, ma da allora mio marito sa esattamente come può aiutarmi nella gestione casalinga senza fare troppe domande. Spesso a sorpresa, oltre alle rose rosse mi ritrovo i vestiti piegati, la cucina in ordine e i bimbi in pigiama con i denti lavati.

Questo alleggerisce molto il mio carico mentale. Mi permette di prendermi del tempo creativo, sdraiarmi sul divano e leggere il Blog di Emma.

Emmaclit.com
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