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Vivo con il Drugo

Guardare il Grande Lebowsky per capire un uomo

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Se non hai voglia di leggere, puoi ascoltarmi.

Il nostro modo di vivere la casa influenza la nostra sfera lavorativa? Sì. Il nostro modo di vivere la convivenza con il nostro partner ci condiziona nelle relazioni? Sì. Che lo vogliamo o no. Che ne siamo consapevoli o no è così. La casa è il luogo dove la persona deve rigenerarsi e coltivare idee brillanti. Se la convivenza non permette di farlo potrebbe diventare un problema sul lungo periodo.

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Sapete quale è la prima cosa che ho imparato vivendo con un uomo? E’ che vivo con un uomo. Anzi: vivo con il Drugo. Utilizzerò il Film “Il Grande Lebowsky” dei Fratelli Cohen per farvi arrivare velocemente ad alcuni concetti che potrebbero tornarvi utili, e non solo di organizing. Innanzitutto, i punti che caratterizzano il personaggio principale (il Drugo) e che lo rendono un mito agli occhi dei nostri partner sono i seguenti:

  1. Potersi vestire in modo sciatto e rilassato: vogliamo parlare dei sandaletti da mare trasparenti?
  2. Poter soddisfare la fame velocemente: junk food o bere del latte fresco direttamente dal cartone davanti al banco dei latticini al supermercato
  3. Andare a giocare a bowling con gli amici
  4. Arrabbiarsi perchè gli hanno toccato le sue cose: alcuni malviventi gli hanno pisciato sul tappeto a causa di uno scambio di persona. Il Drugo non si è fatto problemi ad andare dal suo omonimo miliardario per richiedere il risarcimento dei danni per il suo tappeto.
  5. Potersi isolare: magari ascoltando il canto delle balene, fumando droga.

Mio marito – e credo molti uomini – è esattamente come il Drugo (spero solo che non si droghi). Dopo aver osservato e analizzato il caso, ecco qualche pillola organizzativa:

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ARMADIO – la prima cosa che troverà nell’armadio sarà quella che metterà. Se vostro marito avesse una vestaglia floreale, una canotta a costine e dei bermuda larghi, state pur certi che non si farebbe problemi a mettere quelli. Come evitare questa caduta di stile? Organizzando insieme a lui l’armadio: i calzini vanno tutti nel cassetto nella scatola a destra, le mutande nella scatola a sinistra; le magliette ordinate per colore e piegate in verticale così da poterle vedere tutte nella scatola; pantaloni del lavoro separati dai Jeans. Camicie e blazer rigorosamente appesi e separati per colore (chiari e scuri). Cinture e cravatte in due scatole separate. Abbigliamento sportivo tutto insieme (compreso orologio e calzini specifici da corsa). Risultato? Vostro marito non vi chiederà più dove sono i calzini e se gli farete trovare gli indumenti piegati e stirati sul letto sarà lui a metterli direttamente al loro posto nell’armadio.

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CIBO – il piacere delle schifezze. Se mi capita di essere in ritardo con la cena, cosa deve essere a disposizione in cucina per un marito che rientra dopo 8 ore di lavoro e 3 ore di viaggio nel traffico? Io, ad esempio, ho messo a disposizione – e ben visibili – dei barattoli con cereali, noci e mandorle. Cerco di tenerli sempre riforniti, così se in tavola nulla è servito, almeno lui sa dove andare a frugolare nell’attesa. Il fatto di poter mangiare qualcosa con le mani dà un’immediata sensazione di godimento (la stessa che danno patatine e noccioline) ma se il cibo è sano nessuno si guasta la cena. L’ideale – se volete fare il di più – sarebbe concordare con lui un menù settimanale, perché le pietanze preferite di vostro marito dovrebbero essere sempre a disposizione almeno una volta a settimana, naturalmente insieme alle vostre e a quelle dei bambini. Una cosa che non dovrebbe mancare mai è della birra ghiacciata (se artigianale meglio ancora): questo vale sia per me che per mio marito; se la giornata è stata particolarmente dura o c’è un valido motivo per  festeggiare lei è lì pronta. Senza esagerare, concedersi una birra ghiacciata in un bicchiere elegante rilassa l’atmosfera anche in un anonimo martedì sera.

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FARE COSE, VEDERE GENTE – uscire di casa è necessario. Avete sentito vostro marito dire “mi piacerebbe andare a correre domani”? Assecondatelo se ci sono le condizioni e magari aiutatelo nel pianificare le uscite. Se la mattina dopo rischia di rigirarsi per la troppa stanchezza, fategli da Coach.  Frase magica? “Dopo ti troverai soddisfatto”. La stanchezza può essere tremenda ma a volte è meglio forzare un uomo a svolgere un’attività fisica o a fare qualche cosa che gli piace, piuttosto che vederlo annoiato sul divano.

Con gli amici invece, se necessario, è meglio mettere qualche paletto. Se gli impegni sociali rischiano di danneggiare l’equilibrio della coppia e il calcetto diventa l’impegno inderogabile di tutti i giovedì sera, bisogna scendere a patti. Sarebbe opportuno condividere un calendario. No, non sto scherzando. Organizzare gli appuntamenti e le visite degli amici è un modo per limitare litigi e insoddisfazioni: nessuno rinuncia a vedere gente e chi rimane da solo ha tutto il tempo per trovare delle valide alternative (come programmare una maratona di serie TV, leggere o disegnare).

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LE SUE COSE – trovategli una caverna. Ci sono oggetti che resisteranno a qualsiasi ondata di decluttering. Generalmente sono oggetti brutti, maglie scolorite e regali di famiglia. Oggetti dal valore affettivo altissimo che vostro marito non vi farà mai buttare. Questi oggetti  non possono essere buttati ma possono tranquillamente essere relegati in un angolo remoto della casa: la “caverna” o “man-cave”, se preferite. Può essere l’anta interna dell’armadio oppure una scatola di legno. In quell’angolo il vostro uomo potrà sfogarsi attaccando i biglietti del concerto al quale è andato 10 anni prima, lasciare la bottiglia vuota di whiskey che gli hanno regalato per i 30 anni e il papiro egizio acquistato in occasione di una trasferta.  Lasciategli tutti questi oggetti antiestetici perchè è importante che abbia delle certezze nella vita. Ha inoltre bisogno di sentire la vostra tenera comprensione. Se il vostro salotto rischia di diventare la “Man-Cave” siete autorizzate a lamentarvi e organizzare con lui un piano di riordino senza pietà, salvando solo gli oggetti portanti per arredare la caverna.

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ISOLAMENTO – se mi ami non mi segui. Tutti abbiamo bisogno di isolarci e ricaricarci. Tutti. Ma in particolare gli uomini. Il grande Lebowsky lo faceva fumando erba e ascoltando il canto delle balene. Ovviamente se mio marito avesse questa abitudine mi farei delle domande. Ho letto un articolo sull’Huffington post (1) nel quale la psicologa Francesca D’Arisa commenta una ricerca inglese: “La voce delle donne stanca il cervello degli uomini”. In sostanza, per il cervello dell’uomo, la voce della donna è più difficile da elaborare di quella maschile e costringerebbe parti più estese del cervello ad attivarsi per comprenderla. Avete capito? Non è colpa loro se non riescono ad ascoltare tutto il giro di acquisti che avete fatto al centro commerciale e i dettagli della litigata con la collega che vi sta antipatica. Fisicamente, per rigenerarsi e per meglio ascoltarvi, hanno bisogno di relax e isolamento. Hanno bisogno di poche parole, molto chiare. Lasciatelo andare in bagno e lasciatecelo tutto il tempo necessario. Sul divano state insieme a lui senza parlare: abbracciatelo in silenzio sorseggiando una tisana e se lui non dice niente non interrompete dicendo “a cosa stai pensando?”. Vi ringrazierà e vi amerà sempre di più senza dover dire una parola. Anzi: il Drugo dentro di lui ringrazierà e anche voi godetevi un attimo di silenzio.


Fonte:

(1) www.huffingtonpost.it/2016/03/17/voce-donne-stanca-cervello-uomini

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