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Il Tempo e la Leadership

La leadership agile nasce dal nostro vissuto collettivo e dalla nostra relazione col tempo

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Quando ho intrapreso il mio progetto imprenditoriale non sapevo dove mi avrebbe portato, ma avevo chiarissimi due punti sui quali avrei fondato tutto:

  • l’importanza del tempo
  • l’importanza di vivere la propria identità nello spazio che si occupa

Questa quarantena è il più grande esperimento globale al quale non avrei mai immaginato di poter assistere.

Persone costrette a fermarsi e a vivere il proprio spazio e il proprio tempo senza preavviso.

E’ un peccato non poter osservare le persone da vicino.

Il filtro tecnologico restituisce una copertina patinata della vita: più divertente o meno emozionante di quel che è.

Come starà andando l’umanità, là fuori?

E’ tempo di apprendere i principi della produttività sostenibile

Questa quarantena per qualcuno può essere un momento buio e una perdita di tempo, ma può rivelarsi la grande occasione per fare un’analisi su come veniva impiegato il tempo e a cosa veniva associata la parola produttività.

La semplificazione è la chiave che aiuterà nel cambiamento:

meno perdite di tempo in attività di poco valore, più investimento nel pensiero e nel tempo di qualità che – ormai dovremmo aver capito – non è esclusivamente legata al lavoro.

Rivalutiamo la noia.

Non parlo di binge watching davanti alla TV ma di respiro, un foglio di carta e lo sguardo perso.

Questa riduce stress e tensioni, aiuta a coltivare nuove idee:

ne serviranno parecchie per la ripresa dell’intero pianeta.

Serviranno nuovi approcci e nuove abitudini.

Dobbiamo diventare veramente agili mentalmente e innovativi.

Come riporta Lorenzo Cavalieri in un articolo sul Sole24ore dal titolo “Produttività e time management, le vere unità di misura del nostro tempo” (1):

La produttività del lavoro dipende da molte variabili macroeconomiche (infrastrutture, tecnologia, scuola, università e ricerca, sistema normativo e fiscale, dimensione media delle aziende, ecc.) ma anche da variabili “micro”, dai comportamenti lavorativi quotidiani di ciascuno di noi.

Se faceva comodo delegare tutto un discorso di produttività a fattori esterni (come le variabili macroeconomiche), adesso è necessario lavorare sulla propria produttività personale dentro e fuori dal contesto lavorativo.

Ma l’introduzione di nuove abitudini per il monitoraggio del proprio tempo richiede una forte disciplina.

Fare i leader in assenza di spazi fisici condivisi impone disciplina, coerenza e nuove abitudini

Il lock-down globale imporrà nuove forme di consapevolezza.

Le aziende che, prima del COVID, avevano cominciato a ragionare attivamente su formule di Smart Working hanno avuto la meglio:

dipendenti operativi in quarantena e dotati di strumenti e supporti utili per lavorare da casa.

Ragionare su nuove modalità di lavoro fa intuire una predisposizione al cambiamento del management.

Il micromanager, finita questa situazione, avrà seri problemi a riadattarsi sia nel breve che nel lungo periodo a causa della rigidità che lo caratterizza e della necessità del lavoro in presenza. Invece, questo periodo caotico premierà chi è incline alla delega e alla fiducia.

Quali azioni concrete potranno essere messe in atto?

Chi occupa una posizione di responsabilità dovrà innescare circoli virtuosi che si auto-alimentano.

In che modo? Ad esempio influenzando i propri collaboratori a seguire il suo esempio per adottare nuove abitudini.

In Cina nel 2003, dopo la SARS, i dipendenti di tutte le aziende hanno preso come abitudine quella di disinfettare la propria postazione e il PC con un detergente apposito.

Se questa soluzione verrà adottata anche negli uffici italiani è fondamentale che questo gesto quotidiano venga compiuto anche da un superiore: sarà efficace per comunicare perché è importante farlo (in questo caso, evitare che un virus contagioso possa annidarsi in spazi comuni).

La pulizia potrebbe essere vista come un’azione di poco pregio, tendenzialmente delegata ad addetti esterni, ma l’igiene e l’osservanza di alcune regole devono diventare abitudini non solo personali ma anche organizzative.

Non è sufficiente la comunicazione.

Servono esempi concreti perché le persone lo facciano.

Altri esempi di abitudini che possono essere messe in campo dai responsabili e diventare normalità in azienda?

  • Rispettare il diritto alla disconnessione dei suoi dipendenti: spegnere il cellulare o evitare di fare chiamate fuori orario lavorativo (salvo urgenze particolari)
  • Rispettare e accogliere esigenze familiari: la possibilità di iniziare alle ore 10 e non alle 9.00 per permettere di sistemare casa e occuparsi dei figli
  • Incentivare i collaboratori a prendersi un periodo sabbatico per stimolare la mente per nuove idee: programmare viaggi digital detox per ragionare su un nuovo prodotto o nuovi servizi
  • Fissare riunioni on line, quando non è necessario fare l’incontro in presenza, senza andare oltre l’orario precedentemente prestabilito
  • Utilizzare strumenti di condivisione delle informazioni e lavorare per il miglioramento costante della propria organizzazione personale attraverso l’acquisizione di conoscenze e strategie di organizing

I nuovi leader devono imparare a gestire il tempo anche negli aspetti routinari e apparentemente scontati

Come viene riportato dalla rivista Forbes (2):

il ripensamento in ottica agile del rapporto fra persona e tempo parte da una radicale revisione dell’efficienza e della razionalità dei processi: anche di quelli più routinari e apparentemente scontati. Ne deriva nuovo stile di leadership (leadership agile), che riconosce il ruolo cardinale di tattiche e strumenti rivolti al risparmio di tempo. Con comprovati effetti positivi sulla produttività, sulla creatività e sulla partecipazione ai processi da parte di tutti i partecipanti.

Potremmo vivere questo periodo come un test per effettuare analisi sociali e soprattutto bilanci personali.

I paradigmi organizzativi di riferimento necessitano un cambiamento radicale.

Lo scenario è in costante evoluzione e un buon leader beneficerà e apprezzerà il cambiamento.

Colui o colei che occuperà una posizione di responsabilità dovrà dimostrare piena consapevolezza del tempo, non distribuirà semplici task ai collaboratori, ma fornirà visioni pronte ad evolvere.

D’altro canto il lavoratore percepirà maggiore fiducia e perderà la cognizione del tempo di fronte ad obiettivi sfidanti ai quali si approccerà con motivazione ed enorme soddisfazione.

Sentendosi libero di potersi gestire pienamente, sarà lui stesso a modificare qualche spazio all’interno della routine per coniugare bisogni lavorativi e personali.

La gestione del tempo nell’ottica dell’organizzazione personale a 360 gradi è la svolta per rendere agili le organizzazioni.

Oggi abbiamo il tempo per capirlo. Non sprechiamolo.



Fonti:

(1) https://www.ilsole24ore.com/art/produttivita-e-time-management-vere-unita-misura-nostro-tempo-AETC4zXG

(2) https://www.forbes.it/2020/03/25/il-lavoro-agile-richiede-un-nuovo-stile-di-leadership/

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