SCOPRI DI PIù

L’angelo sterminatore

Riflessione sul film di Bunuel


Da anni partecipo al Bergamo Film Meeting, un evento che per me rappresenta molto più di una semplice visione di film.

È un’esperienza profonda che mi spinge a riflettere su molteplici aspetti dell’attualità.

Ovviamente ognuno guarda le cose con il suo sguardo, e il mio pensiero critico va spesso alla mia professione e quindi al lavoro, a come le persone vivano il proprio ruolo professionale e allo sviluppo delle persone.

Quest’anno, il film d’apertura, “L’angelo sterminatore” di Luis Bunuel, ha suscitato in me una serie di riflessioni, stimolate dall’assurdità, la non-trama del film e dalla sonorizzazione del vivo fatta dal maestro Gary Lucas.

Vorrei condividere il mio pensiero.

Al di la del significato e dell’intenzione del registra, a me il film ha offerto un potente parallelo con il modo in cui molte persone vivono e affrontano il lavoro.

Nel film, un gruppo di ricchi borghesi si trova intrappolato in una villa dopo una cena mondana, incapace di uscirne nonostante l’assenza di ostacoli fisici.

Questo scenario mi ha fatto pensare a quanti possano sentirsi intrappolati in situazioni lavorative che li consumano anziché nutrirli.

Quando rimangono in ambienti tossici, trattenuti senza mura da uno “strano” sortilegio, come i protagonisti del film, senza mettere in atto strategie di sopravvivenza per preservare la sanità mentale.

Personalmente, ho conosciuto molte persone che, come i personaggi de “L’angelo sterminatore”, si trovano bloccate in un circolo vizioso di routine e convenzioni, incapaci di muoversi in modo consapevole e di mantenere viva la propria vitalità e interesse per ciò che fanno.

La mancanza di formazione continua, la stagnazione professionale e la perdita di interesse e di senso per il proprio lavoro possono portare all’autodistruzione professionale e personale.

Scegliere di non degenerare e consumarsi mi chiedo se potrebbe diventare una scelta, che deve essere condivisa e collettiva.

Magari a voi, questo film, non dirà nulla di tutto questo ma se vi capita “L’angelo sterminatore” è un film assurdo e spiazzante da non perdere e da vedere almeno una volta nella vita.

© Copyright 2023
  – All rights reserved – Mariagrazia Balducchi – HRPM
Privacy Policy