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Più leggera

Benefici del decluttering: la storia di Sara

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Durante il periodo di formazione come Professional Organizer, oltre che nel campo della consulenza aziendale, ho fatto pratica anche nell’area del domestico.

E’ dimostrato che la gestione della casa può rappresentare un impedimento sia per la realizzazione professionale che per quella personale. E’ un lavoro non retribuito spesso esclusivamente a carico delle donne che, se svolto senza aiuti, richiede una media di circa 20 ore a settimana (quando va bene, 3 ore al giorno fra attività domestiche e preparazione pasti) e il carico può aumentare in maniera incalcolabile in presenza dei figli.

Gli ambienti domestici disorganizzati condizionano la nostra produttività e se non li dominiamo tendiamo a diventarne schiavi aumentando il nostro livello di stress, in quanto richiedono attività che rubano energie, tempo per la creatività, qualità delle relazioni e momenti di piacere.

La consulenza nel domestico è un’esperienza forte: permette di entrare nella pratica reale dell’organizzazione personale di una persona, nella sua storia, nelle sue priorità e nei suoi desideri.

Tempo fa ho fatto un lavoro per Sara (nome di fantasia). Mi aveva chiamato dicendo che sentiva il bisogno di leggerezza. Aveva saputo che aiuto ad organizzare gli spazi e sono specializzata in decluttering, ma sono convinta che non avesse ancora chiaro cosa avremmo fatto insieme.

Il suo appartamento era pieno ma nonostante questo il clima era piuttosto buono e in mezzo a quella pesantezza si respirava una certa vivacità grazie a lei. Sara è una persona sorridente, molto attiva, con tantissimi amici e piena di interessi. C’erano solo tanti oggetti senza uno scopo, che non si capiva come fossero arrivati fin lì, depositati da tanto tempo su ogni superficie.

Ricordo che la prima cosa che abbiamo fatto è stato liberare un pianoforte. Sullo stesso erano appoggiati i classici oggetti regalo (bigiotteria, oggettini, souvenir), fotografie dentro cornici ossidate e creme.

Sono convinta che Sara non avesse la percezione di tutti quegli oggetti perchè per lei erano spariti.

Avete mai fatto caso che le cose che mettete in vista spariscono? Un quadro, una foto, un tatuaggio, la scritta sulla lavagna che vi ricorda di comprare le uova e il post-it sullo specchio che vi ricorda di lavare i denti su un piede solo.

Ebbene: se volete far sparire una cosa dalla vostra vista mettetela bene in vista. E’ paradossale ma funziona bene, soprattutto se “in vista” si accompagna a “per tanto tempo”.

Questo è ciò che era accaduto a Sara: non vedeva più tutti quegli oggetti. Per lei gli spazi pieni erano un’abitudine. La normalità.

Con molta fatica e negoziazione abbiamo cominciato a buttare: oggetti palesemente inutili, non riciclabili o riutilizzabili. Poi siamo arrivati agli oggetti “che è un peccato buttare”. Gli oggetti in buono stato non sempre meritano la salvezza: se non sono utili e se non c’è dietro un attaccamento emotivo vanno lasciati andare.

Il distacco è la parte più complicata da gestire nelle persone che non hanno mai fatto vero decluttering. Per questo motivo serve il sostegno di un professionista, prima di tutto per farlo, poi per “non sentirsi in colpa” e in seguito per avere una visione più limpida di come potrebbero diventare gli spazi.

Vedere quel pianoforte libero, con sopra solo alcune foto nelle cornici più belle e le creme ed i profumi ben riposti in un cestino, ha fatto capire a Sara quante cianfrusaglie le impedivano di vedere gli oggetti che amava e che voleva vedere veramente.

Quando sono tornata nel suo appartamento per proseguire con altri spazi l’ambiente era più leggero. Le ho chiesto di dirmi come si sentiva e ha utilizzato la metafora di un palloncino che voleva sgonfiarsi ma non ci riusciva prima che l’aiutassi io. Mi raccontava di sentirsi più leggera e di essere diventata più selettiva e attenta nell’acquisto degli oggetti. Adesso è consapevole di cosa vuole far entrare in casa.

Ho trovato il pianoforte di Sara libero e pronto per essere suonato, con sopra fotografie nelle cornici belle e un vaso con un tulipano rosa.

La storia di Sara si può riprodurre anche negli ambienti di lavoro. Partendo dalla propria postazione, un po’ di decluttering può far ri-scoprire nuovi interessi, permette di impostare meglio il lavoro, ritrovare la produttività e sopratutto alleggerire la mente.

Bene. Di cosa volete alleggerirvi oggi?

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