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Non rimandare cose futili: appesantiscono il pensiero!

Non è facile smettere di procrastinare ma…

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È difficile smettere di rimandare, perché di solito non comporta gravi conseguenze”.

Questa frase si trova nella prefazione del libro Prima o poi lo faccio della psicologa clinica Monica R. Basco (Erickson, 2018).

In un modo o nell’altro, magari all’ultimo minuto o dopo anni, con risultati che non raggiungono mai le aspettative o pagando un’ammenda, ci troviamo di fronte a dei doveri che dobbiamo portare a termine.

La Basco sostiene che non è facile smettere di procrastinare.

È addirittura impossibile rinunciarvi completamente perché se si tratta di una prassi comportamentale praticata con assiduità, può diventare una vera e propria abitudine, un automatismo cui si ricorre del tutto inconsapevolmente.

E quindi? Dobbiamo arrenderci alle cattive abitudini? Ovviamente no.

Ci sono varie forme di procrastinazione.

Tendenzialmente, se pensiamo al lavoro, potrebbero riguardare le attività che richiedono uno sforzo maggiore quindi procrastinare significherebbe non prestare attenzione a compiti che necessitano sforzi mentali maggiori.

Non dedicare il giusto tempo, preventivato in anticipo, significa arrivare stanchi, frustrati e senza le giuste energie per affrontare quel compito.

Se sul lavoro è abbastanza chiaro quando si tende a procrastinare, a casa potrebbe non sembrarci così evidente.

Procrastinare in casa ha effetti immediati e molto visibili: si trasforma in disordine vero e proprio.

Il prezzo della procrastinazione non è alto sul momento, ma viene spalmato sul lungo periodo.

Pensiamo a quello che potrebbe rimanere in sospeso dopo un trasloco: scatoloni che rimangono intoccati per anni, finestre senza tende e quadri che rimangono appoggiati a terra.

Un ambiente sospeso.

Possiamo tranquillamente dimenticarci di avere dei quadri che giacciono a terra, ma così perderemo la possibilità di ammirarli e gustarli.

Il tempo passa, questi oggetti sono rimasti a terra a ricordarci ogni giorno che dobbiamo appenderli: continuano a ricordarci che c’è qualche cosa in sospeso.

Vi sembra banale?

Senza che ce ne accorgiamo il pensiero è appesantito da cose apparentemente poco importanti.

Sono convinta che la procrastinazione sulle questioni che potrebbero farci star bene sia un atteggiamento diffuso e radicato.

Ciò che succede nei meccanismi della procrastinazione è l’auto-inganno.

Lo descrive ancora Basco in questa frase:

“Ci si illude che la scelta di procrastinare sia giustificata”.

Un fenomeno che spesso riguarda chi si sente competente;

è la tendenza a sminuire compiti difficili, associando la velocità di esecuzione e il numero di attività svolte a un’altissima competenza in termini di organizzazione.

Non è così.

L’organizzazione non è concludere più attività possibili, magari più alla volta, ma è saper prendere decisioni sulle cose importanti.

Quante volte vi siete ritrovati a dire «Non c’è problema, mi bastano due minuti» e non riuscendo a dire di no vi siete sovraccaricati di compiti molto complessi da realizzare che richiedono ore e non minuti?

Il risultato è che, pur di fare tutto, si tende a procrastinare su attività piacevoli che ci aiutano a ricaricarci (come uscire prima dal lavoro per incontrare un’amica, guardare un film in compagnia senza continuamente pensare a tutte le cose che ci sono da fare, leggere un libro) generando, senza volerlo, un circolo di procrastinazione e di stress.

Cosa fare a questo punto?

Vi lascio alcune dritte di Mell Robbins, coach molto famosa per i TedTalk, che parla di procrastinazione.

Quando pensiamo a situazioni che procrastiniamo intenzionalmente perché ci creano molto stress i passi da fare sono i seguenti:

1) Riconoscere lo stress: cosa c’è che non va in tutto quello che sto facendo? Cosa sto rimandando che non mi permettere di stare meglio?

2) Contare ad alta voce: darsi un countdown. Sentire la nostra voce ci aiuta a entrare in una dimensione nuova (quella del dovere). In più la nostra voce, attraverso il conto alla rovescia, ci aiuta a interrompere la procrastinazione che è e rimane un evento mentale.

3) Cominciare a fare qualche cosa. Vi sembra banale?

Eppure, questo è uno scoglio incredibile nell’organizzazione personale.

L’importante è allenarsi a combattere la procrastinazione quindi fare qualche cosa: che sia mandare una mail o fare una telefonata che sblocca alcune situazioni o ci permette di ottenere informazioni importanti, farlo significa avviare un processo. Buttatevi e fate qualche cosa e avrete voglia di farne sempre di più.

E ora 3,2,1… andate a fare qualche cosa che potrebbe migliorare il corso della vostra giornata!

Questo articolo è stato pubblicato il 21 febbraio 2021 su Bergamo News. Clicca qui per vederlo

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