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Ogni giorno è l’8 marzo

La vera storia delle origini e la lotta continua

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Chiariamo le origini

Quante di voi sono convinte che l’8 marzo si festeggi per ricordare un gruppo di lavoratrici bruciate vive a causa di un incidente in una fabbrica di camicie a New York? Bene. Non è così. La storia è stata più volte smentita nonostante ci piaccia raccontarla. E’ più facile ricordare una singola tragedia che una silenziosa lotta costante che dura da più di 100 anni. La Giornata Internazionale dei Diritti della Donna ricorda le conquiste sociali, politiche ed economiche, le violenze e le discriminazioni di cui le donne sono state e sono oggetto. All’origine nacque per ricordare la morte di lavoratrici e suffragette. La motivazione di questa ricorrenza è la riflessione proposta nel 1910 da Clara Zetkin alla Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste (1) . Era in programma una rivoluzione. Non certo una festa. Nel 1977 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite chiese ad ogni paese di dedicare un giorno all’anno alla Giornata per le Nazioni Unite per i Diritti delle Donne e per la Pace Internazionale. L’8 marzo veniva già festeggiato in molti paesi ed è rimasto.

A che punto siamo della rivoluzione?

Ogni tanto mi chiedo dove siamo arrivate. A che punto siamo della nostra storia? E’ un modo per fare una riflessione e chiedermi se sono il tipo di donna che sognavo di diventare e se sono degna di essere presa come esempio da mia figlia. La situazione è buona ma deve costantemente migliorare. Quello che contraddistingue la lotta femminile e che viene ricordato l’8 marzo non è un incidente ma è la costanza: forza di volontà passata di testimone in testimone. Il circolo dell’abitudine, che chiamerò LOTTA CONTINUA funziona così: il mondo ci dà dei segnali che sono la violenza e la discriminazione, ma noi rispondiamo con l‘abitudine chiave del voler più attenzione sulla situazione femminile. La nostra gratificazione sono un’insieme di successi: il voto, la dignità sul posto di lavoro (bisogna ancora lavorarci…), la libertà di scelta (almeno nel mondo occidentale).

Il focus sull’universo femminile ha cambiato il mondo del lavoro

Avete presente il corto della Pixar “Purl”? La storia del gomitolo di lana viola che porta un clima diverso in un ambiente di lavoro caratterizzato da verticalismo, aggressività e virilità. Sono alcune caratteristiche tipicamente femminili che hanno contribuito a migliorare gli ambienti di lavoro portando benessere. La letteratura accademica conferma l’importanza delle Soft Skills in un mondo sempre più digitale. Ascolto, empatia e attenzione verso gli altri sono tipicamente “attributi” femminili che oggi aiutano a far carriera e servono alle aziende per mantenere una stabilità produttiva. Esigenze nate per conciliare lavoro e famiglia hanno permesso la diffusione dello Smart Working. Ci auguriamo possa diventare una realtà per tutte le aziende.

Tempo e spazio sono risorse che gestiamo direttamente

Che cosa ci dobbiamo impegnare a fare oggi fra una mimosa è l’altra?

  • Trovare il tempo per pensare e riflettere sulle grandi sfide che attendono il mondo, a partire dal cambiamento climatico e tutte le piccole scelte di consumo che possono fare la differenza (facendo attenzione all’acquisto di vestiti e borse ad esempio).
  • Trovare il tempo per stare con le persone che si amano per curare le relazioni offline, in un mondo caratterizzato da distrazioni.
  • Pensare a metodi per lavorare in maniera più produttiva e per meno ore.
  • Pensare ai nostri bambini, futuri uomini che aiuteranno nella gestione della casa e della famiglia le proprie compagne, senza che il carico mentale gravi esclusivamente sulle ultime.
  • Come alleggerire la casa perchè non diventi l’ennesima discarica che dovranno gestire i nostri figli?
  • Trovare spazio per tutti e porre l’attenzione all’inclusione sociale, all’accoglienza per prendersi cura di chi ha bisogno, senza lasciarci sopraffare dalla paura.

Alleniamoci ogni giorno

La forza di volontà è un muscolo che va allenato. Ogni giorno. Non basta desiderare i diritti ma bisogna allenarsi a non perderli, non banalizzare la situazione ma sopratutto non farsi la guerra fra donne. Se siamo arrivate dove siamo arrivate è perchè le donne che ci hanno preceduto non hanno smesso di sognare un mondo migliore. Non sentiamoci arrivate. L’ONU ha invitato ad operare affinchè nel 2030 si possa parlare di un’effettiva parità di genere. Rientra fra i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile. Mettiamolo nella nostra lista personale. Ogni giorno.

Fonti:

(1) http://8mars.info/

(2) Purl (clicca su Purl per guardare il video)

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