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Produttività Sostenibile

Per me la produttività ha un significato molto diverso da quello che potreste pensare.

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Che cosa è la Produttività Sostenibile?

Prima del COVID alcuni concetti (come organizzarsi meglio, liberare la mente, stare bene nelle nostre case, essere motivati e lavorare bene) sembravano aspetti di contorno (un plus!).

Forse dopo l’esperienza nelle nostre case durante la pandemia ci siamo resi conto che c’è bisogno di qualche cosa di veramente diverso. Tutte abbiamo bisogno di una produttività sostenibile. E che cosa è? E’ un concetto che mi sono inventata perchè la produttività tradizionale – secondo il mio punto di vista – non ha mai avuto uno sguardo sulla vita globale di una persona: se eri produttivo, lo eri esclusivamente sul lavoro.

PRODUTTIVITA’ SOSTENIBILE

L’attitudine della persona a fare di più per mettere in relazione la quantità e la qualità del tempo a disposizione, per svolgere attività professionali e personali – partendo dalla creazione di più spazio fisico e mentale – con l’obiettivo di sentirsi bene e soddisfatta della propria vita

(definizione presente nel libro che ho finito di scrivere)


Potremmo tradurlo in “Fare senza strafare. Fare senza esaurirsi”, un attitudine che ci faccia fare ma rispettando i limiti fisici, gli spazi, i nostri corpi, la nostra mente, il nostro ambiente, il tempo a disposizione. Magari un attitudine a migliorare le nostre case e anche il mondo in cui viviamo.

E’ una speciale competenza green, non trovate?



Cosa succede quando ci sono crisi importanti?

Quando domina il caos e ci sono delle crisi importanti – questo 2020 non ci ha fatto mancare nulla! – c’è sempre una scusa che non permette di prendere seriamente in considerazione fattori che fanno star meglio le persone. I problemi organizzavi che affliggono le donne, ad esempio, vengono completamente e sempre ignorati. Ci sono sempre delle scuse pronte.

Con la pandemia si è prima di tutto pensato all’economia e poi alla crisi sanitaria. Del tema delle scuole, ad esempio, nessuno per mesi interi se ne è preso il carico. Tanto una mamma a casa se ne sarebbe occupata eventualmente! Il fenomeno dell’extreme working (carico domestico mentale + home working + educazione figli) ha creato delle situazioni di stress che non sono quantificabili, un po’ perché si tende a sminuire il fenomeno una volta che tutto ritorna ad una parvenza di normalità, un po’ perché le donne fanno fatica a dire che hanno avuto delle difficoltà organizzative.


L’organizzazione personale: questa risorsa sconosciuta

L’organizzazione personale è vittima di quello che in psicologia sociale si chiama “realismo ingenuo”: tendiamo a supporre che il nostro modo di pensare o agire sia tipico. Ci imbattiamo in pregiudizi o modelli culturali mascherati da normalità. Il nostro modo di organizzarci è fortemente soggettivo e condizionato, ma ognuno lo rinosce come il migliore! A volte non ci si rende conto che un intera fetta di popolazione (tendenzialmente il 50% debba fare i salti mortali per organizzarsi la vita). Le più piccole e banali imprese – che sia la gestione di casa, la cura dei figli alternata al lavoro – non vengono riconosciute pur essendo essenziali per il benessere della collettività.


Il mio pensiero va alle mamme organizzate

Sono solidale con tutte le mamme che a fatica cercano di mantenere un’equilibrio fra casa e lavoro, vita privata e vita professionale ai tempi del COVID. Vedo l’autunno che avanza e sempre più nasi che colano. Nessuna si salverà dal dover rimanere a casa (magari lavorando in mezzo a nasi colati di bambini ancora troppo in forma per starsene seduti sul divano, e non perfetti per andare a scuola). Nessuna si salverà da un’organizzazione precaria che questa volta non perdonerà e non verrà sorretta da quelle energie e risorse “eroiche” che abbiamo visto crescere in noi durante la situazione di emergenza. Tonerà il fenomeno dell’Extreme Working?

Il tema dell’organizzazione personale dovrebbe essere un tema affrontato seriamente e in maniera collettiva – non solo per far fronte ad un’eventuale quarantena! -condividendo esperienze, scambiando best practice per gestire gli spazi domestici e il proprio tempo a sostegno del proprio benessere. Gestire noi stesse nel tempo in una dimensione personale e una dimensione lavorativa che si sostengano a vicenda… per farci sentire produttive si, ma in maniera sostenibile!

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