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RESI#STIAMOACASA – Il decalogo per fare spazio nel nostro appartamento

Dalla mia rubrica su BergamoNews

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Siete a casa (perché siete a casa, vero?), non potete uscire e non dovete farlo se non per comprovati motivi. Potreste essere colti da una strana sensazione: mancanza di spazio. È quindi il momento per fare un’attività che distrae e che dà un immediato senso di libertà e leggerezza: si chiama Decluttering.

Siete a casa (perché siete a casa, vero?), non potete uscire e non dovete farlo se non per comprovati motivi. Potreste essere colti da una strana sensazione: percepite la mancanza di spazio.

È molto probabile che non ci sia l’aiuto domestico abituale per le pulizie e cominciate ad intravedere i difetti della casa: potreste trovarla piena di oggetti, stretta e poco organizzata. Nel peggiore dei casi vi sentite in balia delle faccende domestiche, senza la possibilità di chiudere un occhio e andare fuori. Questa situazione può generare stress e nervosismo soprattutto a chi è particolarmente insofferente all’auto-isolamento.

È il momento giusto per fare un’attività che distrae e che dà un immediato senso di libertà e leggerezza: il Decluttering.

Cosa significa? Letteralmente – dall’inglese – liberare da ciò che ingombra, come oggetti completamente inutili, che non hanno valore affettivo e non vengono utilizzati da tempo. Quali sono questi oggetti ad esempio? Vecchie bomboniere, medicinali scaduti, vestiti mai indossati, soprammobili ricevuti in regalo e mai apprezzati, i giocattoli di quando vostro figlio era piccolo e che non usa più.

Marie Kondo, la consulente giapponese di organizzazione domestica famosa per il libro Il magico potere del riordino, ha contribuito alla diffusione di questo termine. Il suo metodo, seppur estremo, porta risultati sorprendenti. Qui verrà riportato il metodo riadattato.

1) Identificate il Refugium Peccatorum

Prima di iniziare, identificate uno spazio dove mettere tutto quello che deciderete di lasciare andare fuori dalla vostra vita. Può essere una stanza non utilizzata, la cantina o il garage. Scordatevi
di andare in discarica, perché non è proprio il caso ora, e scartate l’idea di tenere tutto all’interno degli spazi domestici.

2) Buttare, offrire in beneficenza, vendere

Quello che deciderete di lasciare andare fuori dalla vostra vita può prendere tre strade:
a) Da buttare perché è rotto, rovinato, inutilizzabile (esempio: la tazza sbeccata con Babbo Natale);
b) Offrire in beneficenza perché integro e veramente utile (esempio: giacca bella ma portata poco);
c) Vendita: oggetto di valore, che non utilizzo o non mi piace, e che può farmi guadagnare (esempio: lo specchio di ceramiche di Capodimonte ereditato dalla nonna).

3) Fate pratica

Iniziate da un lavoro piccolo. Un cassetto ad esempio. Prendete in mano ogni oggetto e fatevi la seguente domanda: lo uso? Poco. Mi serve? Forse. In questo caso lasciate andare senza timori.
Quando siete proprio indecisi e cominciate a sentire una vocina che vi dice “è un peccato buttarlo!” prendete in mano l’oggetto, guardatelo e chiedetevi con fermezza “mi dà gioia?”. Questo passaggio è preso in prestito dal metodo Konmari. Sembra una domanda fuori luogo, ma se non riuscite a trovare una risposta, perché quell’oggetto dovrebbe restare lì?

4) Consapevolezza dei volumi

Sembra di non aver mai tanti oggetti in casa, finché non li vedi occupare una superfice calpestabile. Disponete a terra tutti gli oggetti della tipologia che decidete di selezionare. Tutti. Se decidete di
passare in rassegna i libri ad esempio, tutti i libri (presi da tutte le stanze della casa) devono essere messi sul pavimento. Questa operazione mette a dura prova anche quelli che dicono “i libri non si buttano”. Qualche cosa – ahimè – si trova sempre (non foss’altro che per lo stato di effettivo e comprovato deterioramento…).

5) Decisi e severi

Se volete che il decluttering dia benefici evidenti, dovete allenarvi a prendere decisioni. Non pensiate di salvare gli oggetti per regalarli a vostra madre o all’amica. Sarebbe solo un gesto per non prendere posizione.

6) Ciò che ha un valore affettivo non si butta

Cartoline ricevute da bambini, l’orologio rotto di un parente caro ormai scomparso, fotografie sbiadite: oggetti che al solo tocco vi fanno stare bene e vi fanno fare un sorrisetto incondizionato
vanno tenuti.

7) Ogni oggetto deve trovare una destinazione precisa

Se quell’oggetto vi fa dire “e ora dove lo metto”, pensate bene se volete tenerlo oppure trovategli una collocazione. Usate le categorie e gli spazi: le penne saranno in zona scrivania, tutti i libri in libreria, tutte le sciarpe in una scatola nell’armadio.

8) Le categorie da prediligere al tempo del coronavirus

Non buttatevi in situazioni che difficilmente potreste gestire considerata la fatica mentale di questi giorni difficili. Scegliete categorie che non creano eccessivi ingombri come i cassetti, la dispensa
della cucina e i detergenti, per esempio.

9) Fallimenti e passato

Ogni oggetto che buttate molto probabilmente è stato frutto di un acquisto sbagliato, impulsivo. Oppure avete permesso per troppo tempo ad alcuni oggetti di occupare i vostri spazi. Questo lavoro vi darà più consapevolezza sul vostro “io consumatore” e su quello che vi piace veramente.

10) Godetevi lo spazio

Ricordate di fare una foto all’ambiente o allo spazio prima di iniziare qualsiasi azione di decluttering. Fate una foto del prima e del dopo: ci saranno evidenti trasformazioni. Vi sentirete più
leggeri e con la percezione di aver guadagnato più aria per voi, più spazio per il futuro.

(l’articolo su BergamoNews è disponibile qui)

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