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Sfondi (per videochiamate)

Come lo spazio dietro di noi rischia di renderci professionisti poco credibili

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Pensate agli incontri virtuali e a tutti i webinar ai quali avete assistito in questi quattro mesi. Quanto vi è mancata la comunicazione non verbale? A me tantissimo, ma sono riuscita a sostituirla da subito osservando altro: lo sfondo delle videochiamate.

Ciò che sta dietro, nello spazio di casa di una persona, dice moltissimo

Nelle comunicazioni ufficiali, sui giornali o in televisione, sappiamo benissimo quanto i simboli e gli oggetti sullo sfondo contino e non siano messi lì per caso: pensiamo alle bandiere dietro ai politici, alle fotografie scattate con il Papa o con la famiglia ben esposte su un ripiano, i libri e i quadri. Nella comunicazione televisiva, e durante un servizio fotografico, c’è sempre un tecnico (ad esempio un cameraman o il fotografo) che consiglia e decide quali oggetti vanno fatti vedere, su quali puntare la luce e sopratutto quali è meglio far sparire. Da casa, isolati e senza tecnici che consigliassero, molti hanno improvvisato facendo collegamenti trascurando la scelta dell’ambiente dal quale collegarsi per parlare. Risultato? Molte persone inesperte, magari le stesse che diversamente avrebbero trasmesso un certo timore reverenziale in occasione di conferenze e interviste, si sono fatte vedere per quello che sono: normali esseri umani, magari un pochino disordinati. Naturalmente nulla di cui vergognarsi, ma finché siamo in Fase 2 rimane in sospeso un problema di immagine e percezione del potere in presenza.

Potere percepito VS Realtà esibita

Ma come sarà la percezione del potere da parte dei collaboratori nei confronti di alcune persone che in presenza si pongono con uno stile rigido, molta sicurezza e un certo status, e che da casa sembrano degli studenti fuori sede? In che modo potranno esercitare il proprio potere se si sono lasciati osservare nelle loro case per mesi interi attraverso i loro difetti e la loro disorganizzazione?

Vi propongo alcuni archetipi – primi esemplari assoluti ed autonomi – che, fantasiosamente, ho individuato per descrivere gli “inesperti di comunicazione virtuale“, che tutti voi avrete osservato, e che hanno rischiato di non trasmettere un messaggio in maniera incisiva perché sullo sfondo c’era qualcosa di dissonante. Naturalmente queste osservazioni valgono soprattutto per le persone che sono abituate a frequentare ambienti molto formali, dove c’è un’attenzione al potere e all’immagine molto particolare. Nel caso in cui facciate parte di queste cerchie, se vi ritrovate in qualcuno di questi archetipi, siete ancora in tempo a cambiare e magari a fare anche un po’ di decluttering nelle vostre librerie e sui vostri scaffali. Consiglio unico: nel dubbio, lo sfondo bianco va benissimo. Alla peggio prendetevi un fondale fotografico neutro da montare e smontare all’occorrenza.

Archetipi da videochiamata da non imitare

  1. IL COLLEZIONISTA: se non sono ceramiche di valore, è il caso di dare una ripulita al mobile libreria eliminando gli oggetti che non hanno motivo di stare lì (dai puffi dei figli, al badge dell’Expo 2015 alla borraccia della fiera del 2011).
  2. IL PRESIDENTE: scrivania presidenziale, stendardo dietro o totem aziendale. E’ un po’ troppo per una videochiamata da casa. A meno che non siate l’amministratore delegato o un politico, evitate.
  3. LA SAGOMA: lo sfondo sfocato è brutto. Capisco che possa essere utile per nascondere il casino in casa, ma se cercavate l’effetto di un ritratto fotografico non ci siamo proprio. Piuttosto che mettere lo sfondo sfocato è meglio mettere la fotografia di una spiaggia con le palme e il tramonto sul mare rosa. E’ dichiaratamente fake, quindi più onesto e credibile rispetto ad un ambiente nascosto che lascia troppo spazio all’immaginazione.
  4. IL CUOCO: la vista sui fornelli e sui pensili della cucina, a meno che non sia una cucina di design che non verrebbe mai utilizzata per cucinare, fa perdere tantissimo in immagine. Sarebbe sufficiente cambiare prospettiva: chiamare dalla cucina, ma facendo attenzione a direzionare voi e la telecamera su una porta aperta o un muro vuoto.
  5. QUELLO SMART: nell’immaginario collettivo costui chiama dal letto, mentre sorseggia una tazza di caffè lungo, porta i pantaloni del pigiama e ha ricreato sulla testiera del letto un Kanban. Solo un genio può farlo, senza rischiare di essere inopportuno. Può stare simpatico, ma può dare anche l’impressione di aver staccato da una serie TV per collegarsi in call.
  6. IL NATURALISTA: tendenzialmente questo esemplare chiama da sotto una felce o un’altra pianta che ha trovato in casa. Il più fortunato ha il giardino vero ma si è dimenticano di mettete le cuffie e il microfono così gli uccellini che si sentono in sottofondo sono più chiari e concisi di lui.

Adesso che fate caso allo sfondo degli altri, come cercherete di migliorare lo sfondo per le vostre videochiamate?

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