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Sindrome da rientro

E’ difficile accettarlo, ma bisogna pur farlo: ecco alcuni consigli per superare la post vacation blues

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Questo articolo è stato pubblicato in data 1/09/2021 su Bergamonews. Clicca qui per vederlo.

Se vi sentite irritati, stanchi, fate fatica a concentrarvi e avete una sensazione di confusione e perdita di entusiasmo, potreste soffrire della sindrome da rientro.

La post vacation blues – blue in inglese è sinonimo di tristezza e depressione – si traduce con un senso di stordimento, mal di testa e apatia nelle persone che rientrano al lavoro.

Ne soffre una buona parte della popolazione e non è legato alla qualità della vacanza: potrebbe essere stata una vacanza rilassante e rigenerante, fatta al mare o in
montagna, altrove o nella propria casa, con i propri amici o i propri cari.

Ahimè, una sensazione strana di ansia e tristezza ci accoglie appena riprendiamo al lavoro.
Purtroppo, state vivendo in pieno ciò che il cantante Gino Paoliscriveva in un brano degli anni 1960: “Qui il tempo è dei giorni che passano pigri e lasciano in bocca il gusto del sale” (Sapore di Sale).

Il tempo in questo caso incide parecchio. La routine vacanziera sconvolge totalmente una serie di abitudini che manteniamo per la maggior parte dell’anno. Si passa da un tempo approssimativo e fluido, caratterizzato da ritmi calmi e meno concentrati in vacanza, a un tempo lavorativo scandito dall’orologio digitale, fatto di sveglie, appuntamenti, calendario e precisione.

Il fatto che la maggior parte della popolazione in Italia concentri le proprie vacanze ad agosto, ha effetti devastanti: settembre rappresenta un periodo di transito, l’inizio di nuove esperienze personali e professionali per la gran parte degli italiani!

L’aumento improvviso del carico mentale, soprattutto nelle donne che spesso si occupano in esclusiva della gestione dei figli, è importante: se da giugno a luglio ci sono tanti servizi offerti a sostegno delle famiglie, fra fine vacanza e inizio scuola, quindi a settembre, il supporto è decisamente inferiore e i più giovani si ritrovano a bighellonare da un campo all’altro, tra nonni e babysitter (senza contare, poi, tutto il periodo di inserimento scolastico dove l’orario di attività è praticamente dimezzato).

Ecco qualche consiglio che potrebbe rendere meno traumatico il vostro ritorno alla quotidianità:

1) NON DIMENTICATE
Non archiviate. Il rientro è il giusto momento per assaporare il vostro viaggio: fate una lista di tutte le cose belle che avete visto, i momenti “alti” della vacanza, gli incontri più fortunati. Riempitevi gli occhi con le foto che avete fatto a tramonti, colazioni abbondati e gente allegra.
Meglio provare nostalgia che rifugiarsi nella depressione!

2) ANDATE PER GRADI
Riprendete le liste che avevate fatto prima di chiudere l’attività. Non riempitevi l’agenda e siate clementi con voi stessi: se avevate l’abitudine di riposare dopo pranzo, continuate a farlo. Se avete bisogno di prendervi una pausa, prendetevela. Datevi il tempo di capire gli altri: potrebbe essere un periodo di grandi incomprensioni: in fondo si passa da una situazione dove si condivideva spazio e tempo esclusivamente con i propri cari al frequentare persone che sopportavate a malapena. Meglio affrontare discussioni e angosce un poco alla volta.

3) PRENDETEVI CURA DI VOI
Portatevi ancora appresso ciò che faceva di una vacanza un periodo stupendo: mangiare con calma, mangiate fuori, leggete, state all’aria aperta, mantenete il contatto con l’acqua.
Ascoltate buona musica. Se non avete idea di cosa leggere o cosa ascoltare, ripiegate su un bell’audiolibro.

4) MANTENETE IL CONTATTO CON LA NATURA E CON LA TERRA
Siete passati dal vivere completamente immersi nella natura, alle quattro mura di casa o di un’azienda. Mantenete il contatto con l’esterno: fate una passeggiata, sdraiarvi al sole, aprite la finestra per sentire la pioggia. E poi, non dimenticate quando potete di camminare a piedi nudi, esattamente come facevate in vacanza. Ci sono studi che sottolineano i benefici del camminare a stretto contatto con la terra (questa pratica si chiama grounding e cioè la “messa a terra” di noi stessi al suolo, che ci consente di interagire con il nostro spazio e ritrovare stabilità ed equilibrio, emotivo ed energetico).

5) COSA VOLETE REALIZZARE?
La vacanza porta consiglio. Quali sono stati i desideri che avete maturato e i progetti che vi siete ripromessi di realizzare al rientro? È il momento per prendere appunti. Scrivete quello che vi ricordate e tenetelo a portata di mano. Adesso siete troppo affaticati per impegnarvi e progettare altre attività rispetto a quelle che avevate lasciato in sospeso … ma le idee geniali sono il regalo delle vacanze!

Buon rientro a tutti!

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