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“Sindromi” da cattiva organizzazione

Ce n’è per tutti ed è probabile che troviate anche la vostra

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Dopo migliaia di interviste a potenziali candidati sono arrivata a questa conclusione: molte persone si sopravvalutano e ritengono di essere persone organizzate. Secondo alcune ricerche fatte dall’Associazione Professional Organizers Italia, pare che la percentuale di persone organizzate nel mondo sia intorno al 10-12 % al massimo.

La letteratura che tratta il tema dell’organizing mette in luce questo problema, ovvero la poca consapevolezza delle persone in merito alla gestione di spazio, tempo, energie fisiche e mentali e risorse economiche. Tutti abbiamo qualche problema in fatto di organizzazione. Saper individuare quali sono i fattori che aumentano ansia, affanno e stress potrebbe diventare il punto di partenza per rifocalizzarci sulla nostra organizzazione personale e migliorarla.

Organizzare Italia, società benefit italiana con certificazione B-Corp® ad occuparsi di organizzazione della persona, ha individuato alcune “sindromi” che sono argomento di formazione per i Professional Organizers. Nulla di clinico, ma vengono definite sindromi per tutta una serie di sintomi provocati da cause diverse fra le quali la cattiva gestione del tempo, che fa spesso dire “non ho tempo”.

Nel productivity management possono essere utilizzate queste categorie per fare una veloce analisi della popolazione aziendale e smascherare persone disorganizzate:

  1. Sindrome di Berthelot: Marcellin Berthelot è stato chimico, storico e politico francese morto ai primi del ‘900. E’ famoso per lo studio dei gas naturali. Cosa c’entra con la gestione del tempo? Immaginate il gas che se sprigionato si diffonde e occupa tutto il volume di una stanza. Pensate ora alle persone che tendono a riempire ogni momento della giornata. Le attività programmate, come i gas, si sprigionano e occupano tutto il tempo, non lasciando spazio ad un momento di riposo rigenerante o ad una conversazione di qualità.

  2. Sindrome dell’Eroe: Ci sono persone convinte di poter aiutare tutti e arrivare dappertutto. Si sentono uniche ed invincibili e hanno una propensione a farsi carico delle faccende altrui. Il problema dell’eroe è che non vede i suoi problemi, ignora i suoi bisogni e se non ha qualcosa da fare per gli altri si sente perso e inefficiente. Potrebbe aver qualche problema di autonomia e aver sempre bisogno di qualcuno che dica cosa fare.

  3. Sindrome del Colibrì: Avete presente il piccolo uccellino che passa da un fiore all’altro velocemente e senza sosta? La persona “colibrì” avvia tante attività ma non ha la costanza e la disciplina per concluderle tutte. A fine giornata ha la percezione di aver fatto tante cose ma di non aver concluso niente.

  4. La Sindrome “Keep My Baby”: Come una mamma ansiosa e opprimente non lasciate che gli altri collaborino ai vostri progetti? Tendete a voler far tutto da soli e a non delegare? Pensate di essere voi i migliori e che gli altri non siano all’altezza della situazione? Il vostro “bambino/progetto” non darà spazio a nient’altro. In questa categoria, tendenzialmente, si collocano i perfezionisti.

  5. La Sindrome “Mr Nice Guy”: L’incapacità di saper dire No. In maniera eccessiva queste persone sono sempre disponibili pur di non far torto a nessuno. Spesso non hanno il coraggio di dire che hanno altri impegni, di conseguenza trovano strategie alternative per dire no. Sono ad esempio le persone che mantengono più appuntamenti con più persone nella stessa fascia oraria. Non hanno la più pallida idea del tempo necessario per svolgere un’attività con la conseguenza di prendere in carico molti lavori pur non essendo in grado di portarli avanti con le dovute attenzioni.

Bene. E ora che le conoscete, sapreste riconoscere la vostra “sindrome” da cattiva organizzazione?

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