SCOPRI DI PIù

“Smart” Working

Non è semplicemente lavorare da casa

Reading time: 3′


La definizione di Smart Working è complessa e implica un coinvolgimento maggiore, in termini di produttività, da parte della persona.  Vi riporto la definizione dall’Osservatorio del Politecnico di Milano (1), a mio avviso la più esaustiva.

Lo Smart Working è una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta di spazi, orari, strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione dei risultati.

Quanto siamo sicuri che dipendenti e manager siano pronti ad applicare questa nuova filosofia? Nel 2017 è stato pubblicato uno studio di Eurofound dal titolo “Working anytime, anywhere” (2), che si focalizza sulle modalità di lavoro, in particolare su:

  • utilizzo di tecnologie informatiche
  • studio sugli ambienti, luogo e svolgimento delle attività lavorative

Partendo da questi elementi, lo studio individua 4 tipologie di lavoro:

  1. lavori svolti esclusivamente presso gli ambienti aziendali
  2. lavori svolti occasionalmente fuori dagli ambienti aziendali (con l’ausilio di strumenti tecnologici)
  3. lavori svolti regolarmente in molteplici luoghi e fuori dagli ambienti aziendali (con l’ausilio totale di strumentazione tecnologica)
  4. lavori svolti quasi totalmente nella propria casa

Pensando alla vostra cerchia di conoscenti e amici (magari dai 35 anni in su), secondo voi, in quale categoria tra le quattro elencate si colloca maggiormente il lavoro degli impiegati italiani?

(Dal ragionamento escludiamo per un attimo società multinazionali)

La risposta giusta è soprattutto negli ambienti aziendali, senza sfruttare al meglio il supporto della tecnologia. 

Il lavoro agile è (secondo il D.M. 25.3.2016, 1, co. 188, l. 28.12.2015, n. 208) tra gli indicatori degli «incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione» dell’azienda (3). Nonostante questo l’Italia si colloca fra gli ultimi posti, a livello europeo, nell’applicazione di questa tipologia di lavoro, che si caratterizza per la scelta da parte del dipendente del dove, quando e come lavorare.

Eppure il desiderio di lavoro agile da parte della popolazione aziendale, soprattutto dei Millenials che hanno un’età che va dai 35 anni in giù, è forte. La libertà di gestire il proprio lavoro scegliendo spazi, orari e diversi strumenti è percepito come un benefit. Chi è cresciuto in un ambiente digitale non capisce la forzatura del posto “fisicamente fisso e con orari poco flessibili” in azienda. Mal sopporta anche gli spostamenti “forzati”, sopratutto in macchina, in un clima dove l’attenzione all’ambiente è ai massimi storici.

C’è molta ipocrisia a livello di sistema perchè già esiste lo “Smart Working” sommerso e non ufficializzato. E’ mai capitato di rispondere a WhatsApp di lavoro mentre stavate con gli amici oppure aver letto le mail – e aver pure risposto operativamente! – durante le vacanze? E non mi riferisco solo ai manager. Non parliamo poi di donne a casa in congedo di maternità che svolgono regolarmente l’attività (da casa) forse perchè hanno paura di “essere tagliate fuori” al rientro oppure di impiegati febbricitanti e in malattia che non possono ignorare le richieste WhatsApp dei loro capi.

La verità è che “la tecnologia e la digitalizzazione dell’esperienza del consumatore/utente stanno rivoluzionando il modo di lavorare, l’organizzazione nel suo insieme e gli spazi fisici e logici dell’azienda” (4).

Il Digital Workspace, ovvero uno spazio di lavoro online dove si può accedere alle informazioni indipendentemente da luogo e tempo, è un ambiente molto reale e ha spostato il focus sul concetto “chi sei/cosa fai” rispetto al “quando entri/quando esci/dove sei” (4).

E’ evidente che la riduttiva definizione di “lavorare da casa” non è pertinente. Lo smartworking richiedere una filosofia manageriale anche da parte di persone che non occupano posizioni manageriali.

Implica essere organizzati, focalizzati e orientati al raggiungimento degli obiettivi. Per fare questo è necessario che il dipendete sviluppi tecniche di organizzazione personale efficace e una certa disciplina nel focalizzarsi sulle attività, in base ai suoi ritmi, scegliendo l’ambiente migliore che supporti la sua produttività.

Voler fare Smart Working significa fare Productivity Management, ovvero partire dalla persona, dalla sua soggettiva gestione del tempo e capacità di definire le priorità indipendentemente dall’ambiente nel quale opera.

Significa potenziare lavoratori “Smart”:

  • capaci = competenti
  • attivi = produttivi
  • alla moda = tecnologici

Aggiungo anche:

  • consapevoli delle proprie prestazioni
  • responsabili
  • organizzati

indipendentemente dal loro livello in azienda.

Vogliamo lavorare per favorire questo cambio epocale?


Fonti:

(1) www.digital4.biz/hr/smart-working;

(1 bis) www.osservatori.net/it_it/osservatori/smart-working

(2) www.eurofound.europa.eu/it/publications/report/2017/working-anytime-anywhere

(3) www.treccani.it/enciclopedia/lavoro-agile

(4) /www.ilsole24ore.com/art/lo-smart-working-italia


© Copyright 2019
P.IVA 04399270166 – All rights reserved
Privacy Policy