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La lista per lo sviluppo sostenibile

I 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile

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Sotto gli occhi di tutti l’Onu ha messo una lista (1) che ha il potere di condizionare la vision e la mission delle organizzazioni future. Tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a contribuire per realizzarne ogni punto entro il 2030.

Eccola qui:

  1. sconfiggere la povertà
  2. sconfiggere la fame
  3. salute e benessere
  4. istruzione di qualità
  5. parità di genere
  6. acqua pulita e servizi igienico-sanitari
  7. energia pulita e accessibile
  8. lavoro dignitoso e crescita economica
  9. imprese, innovazione e infrastrutture
  10. ridurre le disuguaglianze
  11. città e comunità sostenibili
  12. consumo e produzione responsabili
  13. lotta contro il cambiamento climatico
  14. vita sott’acqua
  15. vita sulla terra
  16. pace, giustizia e istituzioni solidale
  17. partnership per gli obiettivi

Ma cosa si intende per sostenibilità?

Da definizione “La sostenibilità […] è il processo di cambiamento nel quale lo sfruttamento delle risorse, il piano degli investimenti, l’orientamento dello sviluppo tecnologico e le modifiche istituzionali sono tutti in sintonia e valorizzano il potenziale attuale e futuro al fine di far fronte ai bisogni e alle aspirazioni dell’uomo” (Wikipedia).

Quanto condiziona la gestione delle risorse umane questa lista?

Totalmente.

Prima di tutto al centro c’è l’uomo, come individuo e come persona. Concetti come salute e benessere, istruzione di qualità, parità di genere e dignità riguardano direttamente questo ambito.

Nel futuro è impensabile non mettere l’uomo al centro dell’attenzione delle Risorse Umane. Negli anni sono state create le fondamenta teoriche ma ora il sistema delle Risorse Umane deve necessariamente focalizzarsi sullo sviluppo delle persone. Non più dedicarsi quasi esclusivamente solo a costi, turnover ed esuberi.

Se fino ad ora poteva stare in piedi un sistema produttivo costituito da personale operativo e poco consapevole degli obiettivi dell’organizzazione, domani serviranno più dipendenti efficaci tecnologicamente, e con un’apertura mentale e cultura di un certo tipo, quindi con un’istruzione di qualità.

Le aziende che hanno fatto degli HR dei meri controllori, addetti al demansionamento dei colleghi e all’attuazione di politiche retributive al ribasso, e gestori di una formazione non focalizzata sulla persona e sugli obiettivi a lungo termine dell’azienda, hanno vita breve

Perché? Perchè è una modalità insostenibile.

Nella società dei  Knowledge Worker (2) saper gestire le persone significa dotarle di strumenti per tenere alto il loro livello di preparazione.

Attraverso un lavoro sulla motivazione e la produttività le Risorse Umane possono ottenere risultati importanti. L’aggiornamento –  risorsa necessaria e che alimenta creatività e inclinazione all’innovazione – potrebbe richiedere al dipendente un impegno al di fuori del suo orario di lavoro. Per questo motivo l’azienda dovrebbe accertarsi che queste persone siano state dotate di strumenti e strategie per bilanciare il carico di lavoro e gli impregni personali, familiari e sociali.

Fra gli obiettivi dello sviluppo sostenibile ci sono salute e benessere. In un mondo di distrazioni digitali e sovraccarico di informazioni, nonché di compiti percepiti come eccessivi, l’approccio al lavoro deve essere sostenibile in termini di tempo e di benessere.

La lista con i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile dovrebbe essere presente sulla scrivania di tutti. E tutti, dentro e fuori il contesto lavorativo, dovremmo impegnarci a realizzarne ogni punto nel nostro luogo di lavoro, nel nostro nucleo familiare e nella nostra realtà sociale.  



Fonti:

(1) https://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/

(2) Prandstraller G.P. (2003), Professionisti e Knowledge Workers. Il caso italiano, Economia & Lavoro, n. 2, pp. 23–30

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